2006 – 2012 Le 12 battaglie

Paolo Serpi

Ambasciatori d´Italia

Il movimento di indipendenza bolivariano costituisce una tappa gloriosa e determinante non solo nella storia di questo paese ma nella storia di tutti quei popoli che hanno combattuto per la loro emancipazione. E’ per me dunque motivo di orgoglio presentare un artista come Marcello Bottaro che, erede di una tradizione artistica italiana fonde la sua formazione alla cultura venezuelana di cui ne è parte integrante, per rielaborarne i valori in un concerto armonico di colori, forme e contenuti. Le tendenze pittoriche degli ultimi anni si sono riappropriate dell’iconografia figurativa che il Maestro Bottaro rievoca discretamente, alternando volti e simboli in cui possiamo riconoscere i valori delle diverse componenti della società, esaltando le valenze costitutive che accomunano l’Italia e il Venezuela: la diversità di genti che compongono il paese e ne costituiscono anche la ricchezza. La vivida freschezza e immediatezza di immagini ci colpisce con l’intensita’ dei colori, l’evanescenza delle forme che si sovrappongono alle memorie e alle testimonianze del passato, motore irrinunciabile del nostro futuro. Ed e’ proprio al futuro che l’artista si rivolge, affidando all’arte un compito molto arduo: quello di sensibilizzare la nostra coscienza all’insegna dell’ideale fondamentale del rispetto dell’ambiente, di quella natura meravigliosa che abonda sia in Venezuela che in Italia, e che dobbiamo salvaguardare. L’intensa relazione di amicizia tra i nostri paesi, intrecciata dai tanti connazionali che hanno scelto di viverci, è sottolineata da questa esposizione che realizza un importante progetto al di la’ dei confini territoriali, non ultimo la collaborazione con la Galleria di Arte Nazionale, che ha permesso la realizzazione di questa iniziativa.

La gesta independentista bolivariana constituye una etapa gloriosa y determinante no sólo en la historia de este país sino en la historia de todos los pueblos que han combatido por su emancipación. Por lo tanto para mí es motivo de orgullo presentar a un artista como Marcello Bottaro quien, heredero de una tradición artística italiana funde su formación a la cultura venezolana a la cual pertenece, para reelaborar los valores en un concierto armónico de colores, formas y contenidos. Las tendencias pictóricas de los últimos años se han reapropiado de la iconografía figurativa que el maestro Bottaro revoca discretamente, alternando rostros y símbolos en los cuales podemos reconocer los valores de los diversos componentes de la sociedad, exaltando las valencias constitutivas que acomunan a Italia y Venezuela: la diversidad de gente que compone el país y que constituye también su riqueza. La radiante frescura e inmediatez de imágenes nos conmueve con la intensidad de colores, con la evanescencia de las formas que se sobreponen a las memorias y a los testimonios del pasado, motor irrenunciable de nuestro futuro. Y es justamente al futuro al que el artista se dirige, confiando al arte una tarea muy ardua: aquella de sensibilizar nuestra consciencia a la insignia del ideal fundamental del respeto del ambiente, de aquella naturaleza maravillosa que abunda tanto en Venezuela como en Italia, y que debemos salvaguardar. La intensa relación de amistad entre nuestros países, enlazada por los numerosos compatriotas que han elegido vivir en ellos, está resaltada por esta exposición que realiza un importante proyecto más allá de los confines territoriales y reafirmada por la valiosa colaboración de la Galería de Arte Nacional, que ha permitido la realización de esta iniciativa.

Luigina Peddi

Direttrice Istituto Italiano di Cultura

E’ un grande piacere per l’Istituto Italiano di Cultura presentare l’esposizione del Maestro Marcello Bottaro insieme alla preziosa collaborazione con la GAN. L’opera di questo artista rappresenta la sintesi di un percorso artistico che ha interessato il dialogo estetico di molte generazioni negli ultimi decenni. Il Maestro Bottaro supera la dicotomia tra la rappresentazione figurativa e concettuale, tra la priorità del colore e la sua materialità rispetto al segno, o al disegno, attribuendo a ciascuno una funzione cardine nella trasmissione sensoriale e intellettuale del suo pensiero. L’immediatezza della sua capacità comunicativa che cattura il primo sguardo, ci guida attraverso una scoperta del fitto bosco simbolico ricco di segni e significati, in cui lo spettatore è coinvolto in prima persona, come protagonista e non semplice fruitore dell’opera. L’uso del colore, intenso, puro, materico, esplode in fluorescenze di luce improvvisa come il bianco, o di sofferte macchie iridescenti a testimoniare i più intimi sentimenti di dolore, gioia, sofferenza e speranza, frutto del diretto intervento/contatto dell’artista sul quadro. Diverse sono le chiavi di lettura che ci presenta l’artista, invitandoci a scoprire quella a noi più congeniale, con quella tecnica cinematografica che a volte ci abbaglia e a volte ci blandisce: figure evanescenti si impongono alla nostra attenzione e viaggiano in una atmosfera di colori, di sensazioni forti e contenuti che si rivelano ad uno sguardo più attento. L’importanza attribuita al bisogno di tramandare e condividere le espe Luigina Peddi Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Pág 14 / Marcelo Bottaro rienze, affiora quasi prepotente con i segni che irrompono nella tela, accanto a volti e gesta che hanno inciso per sempre il corso della storia. Eppure non ci sono nemici in queste battaglie, il tempo ha perduto la sua funzione demarcatrice tra epoche e popoli. Il nemico non ha più la tradizionale fisionomia, ma la sua minaccia è più insidiosa, i veleni dell’uomo stesso minacciano l’equilibrio faticosamente raggiunto. Il Maestro Bottaro è lì a spronarci nella lotta che non deve mai cessare, ad amare e proteggere il nostro prossimo, la nostra terra, il bene più prezioso. Desidero infine rivolgere un sincero ringraziamento al Maestro Juan Calzadilla, direttore generale della Galleria D’Arte Nazionale, e a tutto il suo staff per la sensibilità mostrata nella pronta adesione al progetto rendendo possibile questa mostra.

Es un gran placer para el Instituto Italiano de Cultura presentar la exposición del maestro Marcello Bottaro junto a la preciosa colaboración de la Galería de Arte Nacional. La obra de este artista representa la síntesis de un recorrido que ha interesado al diálogo estético de muchas generaciones en los últimos decenios. El maestro Bottaro supera la dicotomía entre la representación figurativa y conceptual, entre la prioridad del color y su materialidad con respecto al símbolo, o al diseño, atribuyendo a cada uno una función de base (fundamental) en la transmisión sensorial e intelectual de su pensamiento. La inmediatez de su capacidad comunicativa que captura la primera mirada, nos guía a través de un descubrimiento del denso bosque simbólico rico de signos y significados, en los que el espectador está invo lucrado en primera persona, como protagonista y no como simple espectador de la obra. El uso del color, intenso, puro, matérico, explota en fluorescencia de luz o en sufridas manchas iridiscentes, para testimoniar los más íntimos sentimientos de dolor, alegría, sufrimiento y esperanza, fruto de la intervención gestual del artista sobre el cuadro. Diversas son las llaves de lectura que nos presenta el maestro, invitándonos a descubrir aquella que congenia con nuestra sensibilidad, con esa técnica cinematográfica que a veces nos deslumbra y otras nos cautiva: figuras evanescentes se imponen a nuestra atención y viajan en una atmósfera de colores, de sensaciones fuertes y contenidos que se revelan a una mirada más atenta. La importancia atribuida a la necesidad de transmitir y compartir las Luigina Peddi Directora del Instituto Italiano de Cultura Pág 12 / Marcelo Bottaro experiencias, aflora casi prepotente con los signos que irrumpen en la tela, al lado de caras y hazañas que han grabado para siempre el curso de la historia. Sin embargo, no hay enemigos en estas batallas, el tiempo ha perdido su función limitadora entre épocas y pueblos. El enemigo no tiene más su tradicional apariencia, pero su amenaza es más insidiosa, los venenos del hombre mismo amenazan el equilibrio fatigosamente alcanzado. El maestro Bottaro está allí incitándonos a la lucha que no debe cesar nunca, a amar y proteger a nuestro prójimo, nuestra tierra, el bien más precioso. Toda la filosofía estética del artista está dirigida a la comunicación de este proyecto del cual el videoarte sintetiza y completa el mensaje de esperanza, de salvación que el maestro confía al arte, en su armónico complejo de integración entre el hombre y la naturaleza. Deseo finalmente dirigir un sincero agradecimiento al maestro Juan Calzadilla, director general de la Galería de Arte Nacional, y a todo su equipo de trabajo, por la sensibilidad mostrada en la pronta adhesión al proyecto que ha hecho posible esta muestra.

Alberto Gross

Si tratta di riprendere a mano il nastro della storia, riavvolgerlo e scioglierlo all’infinito, abbandonandosi ai suoni lunghi e infranti di un’immaginazione spinta fino ai più estremi limiti della speranza. Con il ciclo di dipinti dedicati ad alcune tra le più rappresentative battaglie combattute dal generale Simòn Bolìvar per la rivoluzione e liberazione di un popolo contro un Impero, il maestro Marcelo Bottaro ritrova frammenti e suggestioni di una lingua che —se interpretata e riattualizzata— sia capace di dire e contenere, per intera, la misteriosa complessità dell’esistenza. L’eco di una traccia, il bagliore raggelato di un grido, il fragoroso clamore della morte divengono allora simbolo e pretesto per riflessioni di carattere universale: l’istante della distruzione e della guerra coincide con la rinascita, la ricostruzione morale e culturale, traslato filosofico di una concezione che superi una sorta di determinismo storico fino a raggiungere il più alto idealismo personale. Marcelo Bottaro opera un consapevole corto circuito in cui linguaggi e dimensioni appartenenti a differenti sfere sensoriali convergono e coincidono, fondando una rinnovata ed ulteriore alchimia tra verbo e visione. Ed è proprio per favorire tale esigenza che si inserisce —a completamento dell’intero progetto— una performance coreografica capace di sintetizzare simbolicamente il principio di libertà e di riappropriazione delle proprie radici storiche e culturali: introdotte da un accompagnamento musicale di suoni stridenti e metallici che si fanno spazio tra due donne vestite di corda. Con movimenti meccanici, semirobotizzati si posizionano ai lati di una grande tela bianca: a questo punto compare la figura dell’artista —ideale tramite culturale per il passaggio a un rinnovamento etico-storico— che si produce in una sorta di rituale del colore attraverso gesti di action painting. E’ la scintilla che libera l’individualità e affranca le due donne dalla condizione di schiavitù: ora i movimenti —sempre sottolineati dalla musica— si fanno più liberi e fluidi, cadono le barriere e ogni im Alberto Gross Pág 18 / Marcelo Bottaro pedimento, sia fisico che culturale. Avanzando verso il pubblico —parte fondamentale che simboleggia l’intera umanità— si aprono un varco fino a scorgere la figura della Madre Terra sdraiata al suolo, interpretata dall’artista Lucia Geraci. In un insieme di antiche vesti, frammenti di mantra e danze simboliche Pacha Mama viene accompagnata sopra un alto trono e incoronata dalla due donne. L’offerta votiva finale conclude l’allegoria in cui il gesto umano dell’artista, la sua lettura contemporanea della storia, creano una sorta di ideale ponte meta-narrativo: tutto si mescola e si fonde nel recupero dell’identità antropologica dell’uomo, andando a riannodare i lacci della memoria alle perdute radici ancestrali della storia, in una visione di futura speranza e proposizione di rinnovamento. I molteplici linguaggi che agiscono nell’intera opera di Marcelo Bottaro creano uno spazio all’interno del quale il quadro diventa campo dinamico tra caso oggettivo e necessità percettiva. Il particolare, il lacerto risparmiato dal tempo, si fa sineddoche figurata della collettività umana. L’elemento musicale —sempre presente nei dipinti dedicati alle battaglie— rappresenta così uno dei massimi crocevia culturali, scaturigine e catalizzatore di trasformazioni sia etiche che sociali, capace di parlare la lingua universale dell’umanità. La componente materica che l’artista distribuisce all’interno del dipinto, le masse cromatiche che creano un particolare effetto di texture sottolineano ed aumentano una sensazione di drammatica empatia, un “movimento ottico” che lascia alle forme la volontà e il desiderio di ritrovare sé stesse. La narrazione del dipinto è sincronica e visionaria ad un tempo, ogni decentramento o sconfinamento del punto di vista si ridimensiona in nome della totale sinergia delle parti, nella convinzione che il futuro, per essere raccontato, necessiti di immaginare ciò che è avvenuto un attimo prima di diventare antico.

Se trata de tomar el videocasete de la historia, rebobinarlo y abandonarlo en el infinito, que se deje llevar por los largos y frágiles sonidos de una imaginación llevada a los más extremos límites de la esperanza. Con el ciclo de pinturas dedicadas a algunas de las más representativas batallas combatidas por el general Simón Bolívar para la revolución y liberación de un pueblo contra un imperio, el maestro Marcelo Bottaro descubre fragmentos e indicios de una lengua que, de ser interpretada y actualizada, es capaz de decir y contener, por completo, la misteriosa complejidad de la existencia. El eco de una huella, el esplendor congelado de un grito y el fragoroso clamor de la muerte pasan a ser un símbolo y pretexto para reflexiones de carácter universal: el instante de la destrucción y guerra coinciden con el renacer, la reconstrucción moral y cultural, metáfora filosófica de una concesión que va más allá de una especie de determinismo histórico hasta obtener el más alto idealismo personal. Marcelo Bottaro elabora un cortocircuito en el que lenguajes y dimensiones relativas a diversas esferas sensoriales convergen y coinciden, creando una renovada y moderna alquimia entre verbo y visión. Es justo para favorecer esta exigencia que se incluye —para completar todo el proyecto— una coreografía capaz de sintetizar simbólicamente el principio de libertad y de readquisición de las propias raíces históricas y culturales: introducidas por un acompañamiento musical de sonidos estridentes y metálicos que se abren espacio entre dos mujeres vestidas con cuerdas, quienes con movimientos mecánicos, semi robotizados, se sitúan a los lados de una gran tela blanca; en este instante aparece la figura del artista, momento cultural ideal para pasar a una renovación ético-histórica, que se produce en un tipo de ritual del color a través de los gestos del action painting. Es la chispa que libera la individualidad y libera a las dos señoras de su condición de esclavas: ahora los movimientos, siempre enaltecidos por la música, se hacen más libres y fluidos, se caen las barreras y cada obstáculo, Alberto Gross Pág 16 / Marcelo Bottaro físico y cultural. Al avanzar hacia el público, parte fundamental que simboliza toda la humanidad, se hacen espacio hasta vislumbrar la figura de la Madre Tierra extendida en el suelo, interpretada por la artista Lucia Geraci. En un ambiente de vestiduras antiguas, fragmentos de mantras y danzas simbólicas la Pacha Mama es escoltada hasta un alto trono y coronada por las dos mujeres. La ofrenda votiva final concluye la alegoría en la que el gesto humano del artista, su lectura contemporánea de la historia, crea una especie de puente ideal metanarrativo, es decir, todo se mezcla y se funde en la recuperación de la identidad antropológica del hombre, quien reanuda los lazos de la memoria a las raíces ancestrales perdidas de la historia, en una visión de esperanza futura y proposición de renovación. Los múltiples lenguajes que actúan en toda la obra de Marcelo Bottero crean un espacio dentro del cual el cuadro se transforma en un campo dinámico entre caso objetivo y necesidad perceptiva. El elemento particular, fragmentos conservados por el tiempo, se hace sinécdoque de la colectividad humana; el punto musical —siempre presente en las pinturas dedicadas a las batallas— representa una de las máximas encrucijadas culturales, origen y catalizador de transformaciones éticas y sociales, capaz de hablar la lengua universal de la humanidad. El componente matérico que el artista usa en la pintura y las masas cromáticas que crean un peculiar efecto de texturas exaltan y aumentan una sensación de dramática empatía, un “movimiento óptico” que deja a las formas la voluntad y el deseo de encontrarse a sí mismas. La narración de la pintura es sincrónica y visionaria en un tiempo, cada descentralización o liberación del punto de vista se redimensiona en nombre de la sinergia total de las partes, con la convicción de que el futuro, para ser narrado, necesita imaginar lo que ocurrió instantes antes de pasar a ser antiguo.